«Il mondo mi odia e non lo sa»: il Vangelo secondo Pasolini – Il Cinema del venerdì a cura di Francesco Torre

Carteggi Letterari - critica e dintorni

«Il mondo mi odia e non lo sa»: il Vangelo secondo Pasolini

La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita, ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile. Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci. (P.P. Pasolini, “Osservazioni sul piano-sequenza” 1967, in Empirismo eretico, Garzanti 1972 ).

E’ il 1962 e Pier Paolo Pasolini viene invitato da Papa Giovanni XXIII a partecipare ad un convegno tra laici e cattolici, ad Assisi. In viaggio verso la città, in una nota a margine di un disegno, l’artista bolognese mette per iscritto una frase che, nella sua semplicità, esprime le istanze fondamentali di tutta la sua opera letteraria, cinematografica e umana: la lotta per l’affermazione della propria personalità; il suo…

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