Perìgeion

Carteggi Letterari - critica e dintorni

perigeion

La redazione di Carteggi Letterari è lieta di informarvi che dal primo febbraio potrete trovare in rete un nuovo luogo di riflessione, discussione, ascolto e lettura. Questo nuovo spazio virtuale, Perìgeion, nasce prima di tutto dall’amicizia che lega i suoi fondatori-redattori all’insegnamento e alla passione per la diffusione di tutto ciò che è arte, bellezza, umanità e cultura, impartita loro da Francesco Marotta e dalla sua accogliente Dimora del tempo sospeso. Non a caso tutti i redattori di Perìgeion si sono incontrati, conosciuti e hanno imparato a stimarsi vicendevolmente proprio come lettori e autori ospiti della Dimora di Francesco; è facile quindi, partendo da questi presupposti, comprendere il progetto e le aspirazioni riposte in questo nuovo luogo di aggregazione e incontro nel nome della poesia, della letteratura, della musica, della traduzione e dell’arte tutta nelle sue più alte e diverse vie di espressione.

Sarà dunque sulla strada indicata dalla farfalla dei sogni dei…

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La luce del tempo di Roberto Deidier in “Solstizio”

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“Solstizio“ è il nuovo libro di poesie di Roberto Deidier, pubblicato nella collana Lo Specchio Mondadori il 17 giugno 2014.

Un volto senza occhi come un buco nero guarda avanti nella luce del tempo in un mattino di sole. È il sole che compie il suo moto apparente nell’orbita terrestre scandendo l’esistenza altalenante tra il minimo e il culmine del suo splendore. I versi si fanno allegoria della realtà che oscilla tra la notte più lunga e scura e il punto di elevazione massima rispetto all’orizzonte circolare di un tempo ciclico.

“Pensavo di non avere più memoria / Come un peso invisibile sul collo” dice il poeta rievocando le radici parentali che confluiscono, in una sezione del libro, nei temi biblici di un ritorno alle origini, pilastri fondanti la ricerca di equilibrio dell’umanità tutta. Ricerca che si snoda tra la verità esperibile dei luoghi e del creato e l’inganno dei sensi che rendono solo una parte soggettiva…

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Poesie per il fine settimana: Domenico Arturo Ingenito (Per camminare rapidi sulle acque)

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E non l’avevo mai capito io
se nel pulsare stretti fra le braccia
fosse mio oppure tuo quel cuore.
Qui dentro adesso amore nulla batte
e mi chiedo quali siano per te
dell’addio le parole esatte.
Cosa dirti se mi mostri la mappa
degli dei fenici inginocchiati a te
nella più bella delle forme?
Pur profanando incanti
resti là dove nulla può toccarti
e tutto mi è dolore.
Ah gli amori, questi tuoi amori
elevati al canto dei ceppi accesi
maledetti quei calzari, le pietre
maledette forme antiche, i silenzi,
maledetta Didone
madre di questa mia perdizione.
ARCHITETTURA

(Contro il silenzio di Herberto Helder)

Dirò di una città quando evolvono le luci,
quando consacrati gesti l’assalgono,
ché io dispieghi uno spazio solenne, unificato
in virtù del fuoco infantile.
Dirò di una città quando bassa
si inoltra per fuochi interiori, rare pietre
rivoltate nel palmo della mano.
Città sono finestre roventi

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Poeti esordienti (1) – spazio inediti: Rosalba Barbato Di Giuseppe

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Padri

Nel mezzo del cammino
c’era un sasso.
Si, come potrei dimenticarlo?

Dietro a quella montagna, la Pizzuta,
c’era un fiore giallo,
dentro c’era
il bambino che tu eri, che tu sei ancora. In fondo.
Ci sono padri colorati:
con i calzini turchesi,
verdi e giganti come alberi,
rossi, con un diavolo per capello.

Padri boccate d’aria,
padri intossicati.

Padri, papi con gli aerei privati,
altri fino al collo indebitati.
Padri indagati,
che si sono abbuffati,
dentro inforuncoliti.
Padri separati, a cui dicono ”il figlio a te non spetta”
padri che non sanno fare i mariti,
padri che si consacrano ai figli ma alle donne MAI,
padri presi in disparte:
padre vai a chiedere scusa a quella donna, di là.
Vai, ora!

Padri stanchi,
”basta, con ste poesie, fatti le ossa: leggiti un saggio”
padri leggeri,
”ho scritto una filastrocca per te, figlia”,
padri dal ritmo sotterraneo,
padri smemorati,
padri…

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Intervista a Paolini

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Non gli piacciono le etichette e così anche quella di teatro civile gli sta stretta. Questo nuovo lavoro di Marco Paolini, uno dei massimi rappresentanti del teatro di narrazione (ricordiamo solo l’acclamatissimo monologo sul disastro del Vajont), rappresenta una continuazione rispetto al resto della produzione o segna un distacco? Basato su tre racconti di Jack London con uomini e cani come protagonisti, sullo sfondo della corsa all’oro di fine Ottocento, il monologo-canzoniere, con musiche composte ed eseguite da Lorenzo Monguzzi, è un tributo ad un autore per certi versi visionario.

Il titolo, Ballata di uomini e cani, mi fa venire in mente Uomini e topi di Steinbeck; le torna?
Il mondo descritto da Steinbeck è quello della grande depressione degli anni Trenta. Gli uomini e cani di Jack London in fondo sono gli antesignani, quelli della generazione precedente. Quello che narra London nasce dalla crisi economica di fine…

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Anna Bolena al Bellini di Catania: un tiro a canestro o un tiro alla fune?

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Con “Anna Bolena” di Gaetano Donizetti, si apre la stagione lirica 2015 del Teatro Bellini di Catania. La tragedia lirica in due atti del bergamasco, ambientata nell’anno 1536, venne alla luce per il Teatro Carcano di Milano e – su libretto di Felice Romani – fu composta in soli trenta giorni tra il novembre e il dicembre del 1830, debuttando con estremo successo il 26 dicembre dello stesso anno. Il 10 dicembre del 1836, l’opera venne rappresentata per la prima volta a Catania al Teatro Comunale; unica altra occasione catanese – questa volta al Bellini – risale a quasi centocinquanta anni dopo, nel 1979 con Katia Ricciarelli-Bolena. Un capolavoro melodrammatico dei primi dell’Ottocento da celebrare con le sue grandi e tormentate passioni amore – gelosia – morte: la storia di Anna – seconda moglie di Enrico VIII e madre della futura regina Elisabetta I – che, accusata…

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L’amara dolcezza dell’olivastro

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(Vincenzo Consolo in un disegno di Davide Racca)

 

Un ricordo/racconto personale di Vincenzo Consolo nei tre anni dalla sua scomparsa  e in occasione dell’uscita del Meridiano Mondadori a lui dedicato

 

 

Conobbi Vincenzo Consolo un inverno di dieci anni fa nel suo buén retiro di Sant’Agata Militello, importante snodo del commercio in Sicilia, a metà strada fra Messina e Palermo, proprio di fronte alle sette figlie di Eolo, sull’antica Via Valeria, strada che i romani costruirono sui tracciati delle antiche mulattiere pregreche e che gli intelligentissimi Arabi chiamavano “h basilich odoz” (forse da qui il termine dialettale bàsuli, ovvero lastre pavimentali, mentre odoz vale per ‘cammino, strada, viaggio’ in accordo col greco). I Normanni la rifecero più volte, fino ad arrivare all’attuale tracciato della S.S. 113 settentrionale sicula che giunge sino al capo lilibeo dell’odierna Marsala (Mars-Allah, il porto di Allah, da non…

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BIG EYES di Tim Burton

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BIG EYES

Regia di Tim Burton. Con Amy Adams (Margaret), Christoph Waltz (Walter), Terence Stamp (Canaday), Jason Schwartzman (Ruben).
Usa 2014, 106’.
Distribuzione: Lucky Red.

“L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”. 80 anni dopo la pubblicazione del geniale saggio sulle trasformazioni che nuove tecnologie, totalitarismi e società dei consumi impongono ai sistemi di produzione e fruizione dell’arte contemporanea, Tim Burton mette in scena la vita della pittrice Margaret Keane dimostrando in immagini la consistenza di molti dei postulati teorizzati da Walter Benjamin: l’ormai inutile contrapposizione tra falso e autentico; la perdita dell’aura; la sostituzione dello spettatore con il pubblico, della fruizione con il consumo; il problema della paternità artistica (vedi alla voce diritti d’autore) e l’anonimato come unica salvezza per la salvaguardia della dignità ontologica dell’opera d’arte.
L’analisi è approfondita, meditata e anche avvincente nel modo con cui penetra all’interno delle strutture narrative imposte dalla fiction. La vicenda privata…

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La seconda primavera di Francesco Calogero

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Ė una simbolica “Seconda primavera”. Un momento di nuova apertura alla vita. Il regista messinese Francesco Calogero, autore di film raffinati e introspettivi come “La gentilezza del tocco” e “Nessuno”, quattordici anni dopo “Metronotte”, ha presentato il suo sesto lungometraggio, domenica 18 gennaio, al 26esimo Trieste Film Festival, nel segno del cinema dell’Europa centro-orientale. Diviso in capitoli, nell’arco di quattro stagioni, per raccontare le evoluzioni interiori dell’architetto cinquantenne Andrea (Claudio Botosso), tra sentimenti e sfumature esistenziali, fino a una delicata rinascita, “Seconda primavera” è in concorso per il Premio “Corso Salani” (quinta edizione della sezione dedicata al regista e attore italiano). In ballo un contributo per la distribuzione nazionale e internazionale nelle sale. Si tratta di un’operazione a basso budget e al cento per cento siciliana: dall’apporto della Sicilia Film Commission e dell’assessorato regionale a Turismo, Sport e Spettacolo alle riprese nel territorio messinese (con una scena a Catania), fino…

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Paul Celan: la poesia dopo Auschwitz

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adorno_theodorQuando Adorno scrisse

“La critica della cultura si trova dinnanzi all’ultimo stadio di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro e ciò avvelena anche la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie”,

non aveva ancora fatto i conti con la poetica di Celan, con quel “ciò che è stato”, che segna la lacerazione della storia nel suo “prima” e nel suo “dopo” Auschwitz.

celanIn un appunto trovato tra le carte di Celan si legge:

“Nessuna poesia dopo Auschwitz: qual è la concezione della poesia posta sotto accusa? La presunzione di chi ha il coraggio,

ipoteticamente-speculativamente,

di considerare o raccontare Auschwitz dalla prospettiva dell’usignolo oppure del tordo”.

Celan non accetta, non può accettare l’accusa di barbarie per aver parlato dell’orrore di Auschwitz, egli conosce bene il valore del monito, l’importanza dell’accusa, il nesso sottile che lega il sopravvissuto alla memoria dell’amato defunto. Scriveva

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Le Audi(le)zioni del Taormina Opera Stars

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Proseguono le selezioni del Taormina Opera Stars  – interessante opportunità per cantanti lirici di tutte le nazionalità, età e registro vocale – al fine di individuare i talenti per la messa in scena e la produzione di opere liriche, concerti ed eventi non soltanto al Teatro Antico di Taormina ma anche all’Arena Flegrea di Napoli e nei teatri di Zurigo, Lugano e Malta. La grande affluenza alle audizioni di Roma (28-29-30 novembre) di Milano (5-6-7 dicembre) e di Taormina (9-10-11 gennaio) ha spinto l’organizzazione ad aggiungere anche una data ulteriore il 24 gennaio ad Andria. Le opere in allestimento sono Nabucco, Traviata e Aida di Giuseppe Verdi; Bohème, Tosca, Turandot di Giacomo Puccini; Carmen di Bizet; Cavalleria Rusticana di Mascagni; Pagliacci di Leoncavallo; Il barbiere di Siviglia di Rossini.

Siamo andati a sbirciare durante le recentissime audizioni taorminesi in attesa di assistere – proprio al Teatro Antico…

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