Kotel, l’ebreo ingrato e l’imbroglione

Kotel e l’ebreo ingrato

הכותל המערבי

(La sofferenza forgia,
è una grazia che ti apre alla comprensione della vita.)

per David

La bellezza deve possedere
la leggerezza dell’eleganza
quando si muove sull’esistenza
con la gentilezza affranta della vita
che conosce i misteri del piacere
e le mancanze delle assenze
in quel dolore caritatevole
che illumina di grazia anche la rabbia
tramutando ogni cosa in tesoro,
umanità, salvezza.

Il tuo imbroglio mi ha ferita, offesa, ma non uccisa.

Cara nonna Nicoletta

il tuo ricordo sa di rose secche
petali benedetti di maggese
raccolto in lino grezzo

tutte le tue preghiere per il mio a venire.

dove metterai il punto
la remissione ai miei peccati?

T’avrei scritto l’infinito
se solo avessi saputo
di calcoli esatti
di carattere binario

ma so solo tenere il tempo
di una vecchia canzone
e della tua ansia per ogni mia sregolatezza
da sedare col profumo di gelsomino
nella piaga dei seni costretti al cilicio di un bustino
che contenesse il pudore di ogni tuo abbraccio.