Un principe a Ficarra

Carteggi Letterari - critica e dintorni

ficarra

È l’estate del 1943. In fuga da Palermo, mentre infuria la guerra, tra gli ultimi giorni di luglio e la prima decade di agosto, il principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la moglie, la psicoanalista Licy Wolff Stomersee, trovano riparo a Ficarra, sui Nebrodi, non molto lontano dalla villa dei Piccolo a Capo d’Orlando. A ricostruire la permanenza (per tre mesi) dell’autore del Gattopardo, in un periodo particolarmente difficile, tra lo sbarco degli Alleati e le rappresaglie tedesche, è la studiosa siciliana Maria Antonietta Ferraloro, insegnante e Dottoressa di Ricerca in Storia della cultura (Università di Catania). Il suo libro, dal titolo “Tomasi di Lampedusa e i luoghi del Gattopardo” (Pacini Editore), verrà presentato giovedì 30 ottobre (alle 18.00) alla Feltrinelli di Catania e sabato 22 novembre alla Feltrinelli Point di Messina. Si tratta di un saggio dotato di rigore, capacità interpretativa, scrupolosità scientifica e passione nel ricostruire non…

View original post 1.178 altre parole

Una fiaba siciliana: Saccu ‘o Rre (Sacco al Re)

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Presentazione

Non sarà uno dei maggiori monumenti della narrativa popolare italiana, ma è certamente un relitto, un tipico cuntu che si è cercato di sottrarre dall’oblio per restituirlo al presente, pressoché inalterato rispetto alle forme originarie. La sua classificazione è complessa perché si sottrae alle principali arterie dell’asse dei tipi, tuttavia risulta parzialmente inquadrabile nella variante AT 506B l’eroe gettato in mare.

Si tratta di una fiaba in cui è assente ogni connotazione magica: l’unica magia su cui potrebbe poggiare è quella della lingua, del vernacolo di una ristretta parte della Sicilia, quella nebroidea, che forse è rimasta la più inalterata nel tempo, la più agreste, ‘terragna’ e che dunque ha restituito al parlato tutti i flussi della ruralità, dell’invettiva contadina, della semplicità tipici del genere fiabesco. In particolare assistiamo ad una variante linguistica in lenta moria, il troinese, una mescidanza di tratti arabi e francofoni, parlato in un…

View original post 5.414 altre parole

Spazio Inediti – Giuseppe Nibali

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Giuseppe Nibali e l’arte della sottrazione   Featured image

Forse meno della vita Di tutta la mia Anna

vestita coi gioielli dell’infanzia, m’interessa
una svista sul cemento, il tuonare dal giardino
qui davanti ché c’è un merlo alla ringhiera, forse due,
o te, o me a rinunciare col becco a tutto il futuro.
Sul muro a un passo lì dalla catastrofe si svolge
all’occasione una fontana.
E ci beve e non sente tutta la rovina. Che violenza
l’avere – come noi – solo piccole ali e scendere i pozzi
per risalirli.

Poi il merlo ritorna, nel neo della sera, magari
– mi dico – diretto alla Maceria e col becco, ma
spaventa e gonfia e scappa via.

*

Tutto questo rumore umano che ti canto

è il dolore bambino dei giorni nel sorriso
da rivista, col rossetto ora mi parli sicura
dei treni e hai la mano a coprire la luce del

View original post 546 altre parole

Mak Dizdar e i dormienti di pietra

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Mak nasce nel 1917 a Stolac, cittadina di mulini ad acqua della Bosnia ed Erzegovina a una ventina di chilometri da Mostar. Frequenta il Liceo a Sarajevo e durante la Seconda guerra mondiale si arruola nelle file dell’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia – capeggiata da Josip Tito – per combattere la Croazia filo-fascista e filo-nazista.

Finita la guerra sposa l’ideologia comunista e guida la temperie culturale serbo-bosniaca dalleFeatured image pagine del quotidiano Oslobođenje (Liberazione) di cui è caporedattore.

Dizdar è un comunista ortodosso, tutta la sua poetica è concentrata sulla lotta di classe e sulla difesa degli ideali di giustizia e libertà. Non è estraneo a motivi di carità cristiana e slanci religiosi animati da un certo misticismo pur disdegnando la chiesa come istituzione.

Nel 1969 vince, come primo jugoslavo,  il Festival della poesia di Struga (in macedone Struški večeri na poezijata, ovvero “Le serate della poesia di Struga” ) inaugurato nel 1962…

View original post 748 altre parole