oggetti

1978601_10204063513818103_2488025076162653554_oCome si può descrivere l’esistenza di un oggetto, di una cosa che non vive solo di se stessa, ma che immersa in un ambiente ne fa parte senza prenderne parte, come te, che te ne stai lì a osservarla mentre in qualche misura, senza consapevolezza alcuna del tuo ruolo in quel determinato equilibrio, ti rendi conto di farne già parte che ti pare di sentirla quella cosa lì, proprio per te, come dicesse “accomodati, ti stavo aspettando”.

delle cose scoperte

di Iole Toini

alveare

Splendono. Quello che si può dire.
La voce dei noccioli freme contro la gola della rugiada.
Quando l’erba schiude l’oro, si fanno arrese al silenzio.
Per quell’esile suono di sconfitta, avvengono.
Ora stringono le bocche. Sono nodi da percorrere.
Che sia bellezza la sottrazione!
Il cielo vien giù sui mattini, scuote le finestre fino ad aprire il dolore.
Quando non sapranno più nulla e avranno tolto ogni velo al costato,
infioreranno i corpi dei rovi per le ghirlande che si porranno sul capo.
Quando non sapranno più nulla, quando insieme non sapranno più nulla,
la limpidezza – intera – avverrà.

 

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Carteggi juke-box: Confessioni Di Un Malandrino – Angelo Branduardi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Considerato uno dei brani più conosciuti di Angelo Branduardi, “Confessioni di un malandrino” nasce dall’incontro tra la musica del cantautore e polistrumentista – nato a Cuggiono (Mi) e poi trasferitosi a Genova con la famiglia a soli tre mesi – e la poesia di Sergej Aleksandrovič Esenin (nome russo: Сергей Александрович Есенин, Konstantinovo, 3 ottobre 1895 – Leningrado, 28 dicembre 1925). La composizione della canzone risale ai primi anni ’70: Branduardi – che in quel periodo frequentava la Facoltà di Filosofia – si sentì spesso ispirato dai componimenti dei suoi autori preferiti fino a decidere di musicarne alcuni. Il testo di “Confessioni di un malandrino”, infatti, – brano che fa parte del secondo album del 1975, “La luna” e che, successivamente, riapparve in molte altre raccolte – è la traduzione e il riadattamento (curato dallo slavista Renato Poggioli) delle “Confessioni di un teppista” ( Исповедь хулигана ) di…

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Me and the Devil Blues, ovvero del pianto straziato di Robert Johnson

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Giovanni Graziano Manca

Robert Louis Johnson è meritatamente ricordato per essere uno dei più grandi protagonisti che la storia della musica nera ricordi. Si parla di lui, giustamente, come di una vera e propria leggenda; in effetti, molto di questo straordinario ‘personaggio’, dalla data di nascita a quella di morte, dagli avvenimenti della sua breve esistenza alle circostanze della morte stessa e al luogo in cui esso è sepolto, resta tuttora avvolto nel più classico degli aloni di mistero. Greil Marcus fornisce un’idea precisa sull’aura misteriosa che ancora oggi circonda la figura di Johnson quando sostiene che egli

‘morì nel mistero: qualcuno ricorda che fu pugnalato, altri che fu avvelenato; che morì in ginocchio, sulle sue mani, abbaiando come un cane; che la sua morte aveva qualcosa a che fare con la magia nera’.

Nato nei primi anni Dieci del XX Secolo (qualcuno dice ad Hazlehurst, Mississippi, l’…

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Classici della scienza: ‘L’uomo primitivo’ di Franz Boas

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Giovanni Graziano Manca

Il 10 di Maggio del 1933 nella Piazza dell’Opera di Berlino ebbe luogo il gigantesco rogo dei libri di autori di origine ebrea organizzato dalla Associazione Studentesca Tedesca, organismo di ispirazione nazista. In quella occasione furono date alle fiamme le opere, giudicate diffamatorie della Germania, di ben centotrentuno tra scrittori, saggisti e scienziati.

copertina BoasTra le opere ridotte in cenere quella notte figura anche ‘L’uomo primitivo’ (la versione tedesca dell’opera ha per titolo ‘06’), il trattato di antropologia di Franz Boas divenuto un classico. Boas, studioso nato in Germania da famiglia ebrea nel 1858, dopo aver seguito nel proprio Paese d’origine studi di Fisica, Matematica e Geografia decise, nell’anno 1887, di stabilirsi negli Stati Uniti, dove si era già recato in precedenza per studiare le culture di alcune popolazioni del Nordamerica. L’opera di Franz Boas è di importanza seminale per l’evoluzione dell’antropologia e per…

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Impastare il fiato con la carne. Rimi di Gabriele Frasca

Carteggi Letterari - critica e dintorni

“Ciò che hanno fatto di me le vecchie parole, / spiccare il sole via dal midollo dell’osso / come s’essicca un frutto del proprio liquore, / spargere il senso assoluto d’un sasso / al debole grido che ha scosso / quest’ordigno di sensi che è tutto un motore / muto e cocciuto in attesa d’un suono; // Dove m’hanno condotto col loro fracasso, / lavorando d’intarsio lungo l’abbandono (…) // Eppure quanta giusta inconsistenza resta / mentre la testa impasta da ciò che s’è perso / quel tanto di sostanza come cartapesta. / Vi si tenne la vita in quel rimorso / andarsene via di traverso / alla vegeta morte che ancora protesta / s’aprì una ferita che duole, / cui non rimane chi rimi in soccorso, / dove m’hanno condotto le vecchie parole”. Nel silenzio in cui si assopisce la poesia contemporanea, l’ultima raccolta di Gabriele Frasca, Rimi (Einaudi…

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Carteggi Juke-box: Você não Me Ensinou a Te Esquecer – Caetano Veloso

Carteggi Letterari - critica e dintorni

La canzone fu scritta e registrata nel 1978 dal brasiliano Fernando Mendez per la casa discografica EMI.  Ad oggi, è comunque ricordata come uno dei maggiori successi di CaetanoVeloso, chitarrista e cantautore dello stato di Bahia, che la lanciò il 20 febbraio del 2003 e che nello stesso anno ricevette – per il brano – la nomination per la migliore canzone brasiliana al LatinGrammy. “Você Não Me Ensinou a Te Esquecer” è anche uno dei brani/colonna sonora del film brasiliano del 2003 “Lisbela e il prigioniero”, commedia romantica diretta da Guel Arraes.

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Prima di fare della sua produzione una continua riflessione sociale, Caetano si era lasciato sedurre – e così sarà sempre – dai ritmi della bossa nova, nuovo modo di eseguire il samba influenzato dal jazz nord-americano e dal minimalismo musicale europeo dell’epoca. Attivista e artista aderente al Tropicalismo – movimento culturale di protesta che diffondeva come principio…

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