SU-A (SU-ll’Attore) – performance teatrale in 4 tempi, di e con Marika Pugliatti

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“Avanti, avanti, avanti, signori! E voi, gaie signore, entrate nel serraglio, avanti, avanti! Vi potrete ammirar, con freddo orrore o con ardente voluttà, la Bestia senz’anima che il nostro genio doma.” (Frank Wedeking, Lo spirito della terra) Con queste parole si apre lo spettacolo teatrale di…

Quasimodo e la radice siciliana

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Sebastiano Addamo

Modica e il barocco siciliano Modica e il barocco siciliano

Modica, dove Quasimodo nacque, nella sua poesia diventa il punto d’un mondo aperto, il centro di un’area culturale ed emozionale più che un luogo privilegiato di affetti e di ricordi. Un pretesto per altro dove il paese reale si muta in paesaggio e questo, a propria volta, si congiunge col passato che resta. Sergio Solmi, presentando presso Scheiwiller la raccolta del 1935 Erato e Apollion individua quel “tema unico e fondamentale” della poesia di Quasimodo, che è “l’isola siciliana … una misteriosa città … che la poesia miracolosamente ravviva”, dove il ricordo dell’infanzia diventa legame radicale con la classicità. E’ la medesima

“ragione profonda che ha sospinto Quasimodo all’esperienza dei lirici greci … antiche voci restituite a un’intatta, stillante contemporaneità”.

E di “nostalgia classica” ha parlato il Solmi. Natale Tedesco, a sua volta, parla di un ripristino dello

“antico…

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CON IDENTICA MANO – poesie di Antonia Gaita

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copertina Gaita piccola

Antonia Gaita, Con identica mano, Book Editore, 2011

nota di Daniela Pericone

È il segno di un rinnovato stupore quello che illumina la raccolta Con identica mano di Antonia Gaita, conferma di un dire poetico nutrito al fuoco vivo, mai ustorio, di un colloquio ininterrotto tra sensi e ragione. Con una tonalità riflessiva e venata di un pacato disincanto la sua poesia ha il passo discreto ma preciso di un continuo disvelare il senso dell’esistere, quale si annida negli oggetti e nelle forme del quotidiano così come negli spazi siderali e nel moto dei pianeti. Tutto avviene al fluire di un “tempo mansueto”, sotto un sole che si posa sul variabile mondo “con identica mano”, richiamo speculare solo in parte alla sapienza millenaria di Qohélet e del suo “nulla di nuovo sotto il sole”. Al lavorio del Tempo muta invece l’uomo e l’universo in cui si trova ad agire…

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SICILIA – poesia e aree d’intervento – l’area messinese (di Giuseppe Zagarrio)

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Falce -Messina

Pubblico un estratto da un saggio-inchiesta di Giuseppe Zagarrio, a suo tempo apparso sulla rivista SALVO IMPREVISTI – N.1 Gennaio-aprile 1975 (EDL)
***
L’area messinese

(…)l’area messinese, dove più tipico appare l’interesse per le strutture formali piene, e dunque si afferma una spiccata disponibilità ad accogliere le spinte d’avanguardie (vuoi nazionali che europee e cosmopolite). Non a caso si tratta dell’area dove è maturata l’opera di Lucio Piccolo e con essa la spinta di quel barocchismo (estro, luminescenza, vagabondaggio nel labirinto delle immagini, continuum di espressività, umorosa disposizione all’autoanalisi e alle reazioni interiori) a cui si possono richiamare le varie proposte della più recente poesia messinese: l’amaro cosmopolitano di Bartolo Cattafi, il denso emblematismo figurale di Nino Climi, l’ambiguo (anti)mitologismo dì Mele Freni; e sarebbe giusto aggiungere, per il settore degli sradicati, il visualismo provocatorio di Emilio lsgrò, il funambolismo cittadino di Basilio Reale o quello memoriale di Giuseppe Longo…

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“Voi non siete qui”, il romanzo di Guglielmo Pispisa

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Pispisavoi non siete qui

“Voi non siete qui”: un romanzo esistenziale, con un io narrante sgradevole eppure appassionante. Ma anche un romanzo politico, generazionale (per chi è nato negli anni Settanta), borghese e antiborghese, su una città di provincia come Messina e su una nazione provinciale e chiusa come l’Italia. Ironia e sarcasmo, gioco narrativo e sottile presa in giro finale, voluttà dostoveskijana nello scandagliare un’anima mediocre ma che vorrebbe ambire al sublime, uno stile diretto e senza fronzoli, con una scrittura coinvolgente e che conosce bene gli strumenti tecnici narrativi contemporanei. Strumenti narrativi (come i thriller e le suggestioni alla Brett Easton Ellis) rimescolati con un’impronta personale e sempre prendendosi beffa dei luoghi comuni, pur confrontandosi con essi. Una scrittura autentica, dolente, diretta a svelare l’illogicità del vivere e l’essenza effimera degli esseri umani, è quella che anima lo scrittore messinese Guglielmo Pispisa, classe 1971, nel suo quinto romanzo, dal titolo evocativo “Voi…

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“Cinema, Lavoro e Diritti”

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rassegna

“Cinema, Lavoro e Diritti”: al via la prima edizione di una rassegna cinematografica promossa dalla Cgil di Messina. L’iniziativa è a cura del critico cinematografico Marco Olivieri e di Andrea Scarfì, dirigente provinciale della Cgil. Sono previsti film e cortometraggi in quattro appuntamenti al Cinema Lux di Messina: mercoledì 24 settembre e lunedì 6, 13 e 20 ottobre. “Il mondo del cinema ha sempre dedicato la massima attenzione al tema dei diritti e ci sembra opportuno, in un momento cruciale della vita del nostro Paese e del nostro territorio, tra emergenze occupazionali e assenze di diritti e tutele, promuovere una rassegna cinematografica che affronti queste tematiche attraverso vari registri e forme di linguaggio, dal comico al drammatico”, sottolineano i curatori.
La prima proiezione è prevista mercoledì 24 settembre, alle ore 18.00, al cinema Lux di Messina, con un omaggio al regista Mimmo Calopresti: in programma il cortometraggio “Equilibri precari” (2014…

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SUONO DEL VENTO PRIMO

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(Pubblico – riveduta, rivisitata – una sequenza di cui sono apparse le prime due composizioni in questo blog, nonché il resto, in bozze poi riviste, sul mio blog “da presso e nei dintorni” – e.d.l.)

1.

Al momento lo sguardo non chiede allo sguardo
dell’alba sul paesaggio posseduto
su un prima e su un dopo, nel tempo di un ritardo,
dove nulla è la notte o la sera di  un saluto,
la canna che riecheggia, il risonante cardo
nel secco dei terrazzi sul limite perduto –
riva sonante d’aria, vi arrivano le voci
le indistinte profferte delle croci…

2.

Prima dei sentieri, il ricongiungersi sordo
ignora la luna del Sant’Elia nel primo chiarore,
le parole hanno il sapore del pane morso
e lasciato indurire, da gettare poi nel pastone
per i maiali, troppo umani, che traversano l’orto
e sotto le Rocche si allarga ogni colore
del mondo, ma ora si…

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Esilio di voce, un libro sinfonico che prelude ad una scelta di silenzio: le infinite pieghe (piaghe) della poesia di Francesco Marotta

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Francesco Marotta ha deciso di mettere interamente in rete in formato pdf  l’ultimo libro “Esilio di voce”, da lui pubblicato nel 2011 per i tipi di Smasher.
Essendo in totale sintonia con la sua scelta di “indipendenza editoriale” e di libertà svincolata da ogni sorta di comunanza pseudoletteraria, vi invito a leggere questo prezioso libro, gratuitamente scaricabile semplicemente cliccando QUI

Mentre di seguito ripropongo la mia nota di lettura a quest’opera a me particolarmente cara.
buone letture.
nc

Esilio e desnacimiento.
Una lettura su “Esilio di voce.

Tracciare le coordinate di una poetica complessa come quella di Francesco Marotta, impone un’attenzione che ripercorra la sua vastissima produzione, con la consapevolezza di essere di fronte a un caso letterario, che non può essere “rivelato” e sintetizzato senza che se ne consideri l’intero e continuo percorso poetico, talmente frastagliato di echi e rimandi, da generare una nuova “scoperta” ad ogni “incontro”…

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Il cerchio d’ombra – di Ugo Reale, introduzione di Giorgio Caproni. Ed. Guanda 1979

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pht : @Paola Mattioli pht : @Paola Mattioli

Ugo Reale pubblicò la sua prima plaquette di versi, Ritorni, nel 1952, quando ancora le esche del neorealismo tentavano più d’un avannotto della poesia. Ma va detto subito che, nonostante il dato anagrafico, egli seppe decisamente distinguersi da quel clima – o in quel clima – per una tutta sua immediatezza (e pacatezza) di linguaggio, che semmai in quel già lontano esordio pareva avvicinarlo, magari attraverso il filtro ungarettiano, a certo prosciugato crepuscolarismo (Sbarbaro, meglio che Corazzini), nel senso più costruttivo di radicale opposizione al gesto e all’enfasi.
A Ritorni seguirono nel 1959 Una piccola storia e, nel 1971, Un’altra misura. Ma se la tematica è andata nel tempo ampliandosi e approfondendosi con conseguente crescita delle risorse stilistiche, quella felice vocazione di fondo, portata a soluzioni sempre più stringenti e personali anche in direzione sociale, è rimasta.
La parola s’è mantenuta volontariamente quotidiana

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La riconoscenza?

La dimora del tempo sospeso

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Da circa un anno ho avuto la possibilità e l’onore di collaborare con la Dimora, grazie alla gentilezza e all’altruismo di Francesco Marotta, e lo ho fatto in modo sporadico, secondo quelle che sono le mie possibilità; non mi sono mai permesso, però, di inserire un articolo senza il benestare di Francesco, perché penso che questa Dimora, che è casa di tutti, sia prima di tutto la sua. Lo faccio oggi per queste riflessioni che probabilmente sono banali e che mi sono suggerite dall’incertezza, che Francesco stesso ha già molte volte lasciato intravvedere, sul futuro del sito.

Tralascio tutto quello che ci sarebbe da dire sulla realtà dei blog di poesia e letteratura, che forse sono giunti alla fine di un ciclo. Ma credo che la Dimora in quest’ottica costituisca una parziale eccezione. Tralascio anche quelli che possono essere i problemi personali di Francesco e le sue motivazioni. Non è…

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