Qualche parola (e un grazie), per “Gli anni al contrario” di Nadia Terranova

Carteggi Letterari - critica e dintorni

(di Enrico De Lea)annic

Nadia Terranova, con questo suo romanzo (“Gli anni al contrario“, Einaudi ed., 2015), va sulle tracce di un’epoca (gli anni Settanta, con le utopie, i bisogni, le ansie, le inadeguatezze e le velleità di quegli anni) e di un luogo (Messina), con le vicende di un amore, di una delusione storica e personale, e con un esito di poesia, che, malgrado tutto, da ciò nasce e ciò trascende.
La storia di Giovanni Santatorre e di Aurora Silini, nell’arco temporale della seconda metà degli anni Settanta, fino all’epilogo degli anni Ottanta, ha come scenario Messina (la Messina dove “chi succede a chi successe / e non fa succedere”, per citare Cattafi) e i suoi luoghi prossimi, dallo Stretto alle Eolie, senza nessuna indulgenza negli artifici e nei facili vezzi di tanta sicilitudine.
Giovanni, figlio dell’avv. Santatorre, stimato professionista ed esponente del locale PCI, di un…

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