Come a beato confine, Stefano Guglielmin. Note di lettura

Carteggi Letterari - critica e dintorni

comeabeatoconfine

di Daniela Pericone

 Stefano Guglielmin, come a beato confine, Book Editore 2003

Una continuità di interrogazione motiva il dire poetico di Stefano Guglielmin in come a beato confine (Book Editore, 2003), il rovello sulla natura della coscienza individuale, lo scavo della pulsione che porta a dire “io” e tutto ciò che attiene alle rifrazioni del sé, in primis l’intento di distanziarsi dall’“io” fino a sentirlo “altro”.

È illuminante seguirne la parabola speculativa, quella di una parola sapida e precisa che avverte la necessità di un primo imprescindibile passo verso la conoscenza annullando il sé: “io dovrebbe” […] “alla prima persona singolare / oscurare lo specchio”, ossia il tentativo di pensare e osservare spogli della prospettiva egotica della propria singolarità. Per proseguire poi alla luce di questa visione altra e affondare nella fisicità dell’esistente, nei suoi succhi, nei suoi umori grevi. Fino al compimento dell’attraversamento, al riconoscimento del tu (“

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