Il tormentoso cammino della conoscenza. Percorso nella poesia di Bartolo Cattafi

Carteggi Letterari - critica e dintorni

L’intera rotta poetica di Bartolo Cattafi si distingue, fin dagli esordi, per una sfilza di accensioni primordiali riguardanti il viaggio come metafora di ansia conoscitiva; la spasmodica ricerca del divino; la nettezza definitoria nella vorticosa nomenclatura degli oggetti i quali, a loro volta, assurgono ad emblema di una condizione, di un precipuo sentire della coscienza; l’invettiva sociale nei confronti di un mondo dall’etica ormai in caduta libera.
Gli inizi coincidono cogli anni della resistenza al nazifascismo e dello sbarco alleato in Sicilia: periodo segnato da un soffocante aleggiare di morte, avvertibile anche in molte delle primissime poesie, permeate tuttavia da un abbacinante colorismo, in cui si rispecchia la fervida smania sensoriale di un animo ancora profondamente pagano, immerso nell’ovattata fisicità di un paesaggio dalla solarità allucinante, ovvero coercitiva perché illusoria:

Cominciai a scrivere versi non so come, ero sempre in preda a non so quale ebbrezza, stordito da sensazioni troppo…

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