Rosaria Lo Russo, Nel nosocomio

perìgeion

rosarialorusso-10

di Roberto R. Corsi

La società produce paura, la paura catalizza il desiderio di sicurezza, il desiderio di sicurezza genera l’opportunità etico-economica di meccanismi di salvaguardia doppiamente “esclusivi” – isolanti e basati sulla solvibilità; segue una fase di appagamento; poi improvvisamente, per la stessa logica etico-economica, dal nosocomio si scivola, tra vane resistenze, nel dormitorio.
Il sistema binario nosocomio-dormitorio (nient’altro, quest’ultimo, che la nostra cruda destinazione) è all’inizio del libro luogo allegorico, poi non-luogo nella misura in cui non crea identità relazionale ma ospita un coacervo di individualità in transizione (un gruppo basato più che altro sull’arrangiarsi e sul si salvi chi può). Per finire con la terza sezione, efficacemente definita “Spoon River glocalizzata”, attraverso la quale, tra elegie funebri via via grottesche glaciali o dolci, viene svelato il già evidente, ossia l’identità tra costruzioni fantastiche e (in-)civilità contemporanea.
Dopo la prima uscita nel 2011 e alcuni inediti fatti circolare…

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