L’Attesa – un film da Oscar

Mia recensione a L’Attesa, di Piero Messina

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di natàlia castaldi

My heart is beating in a different way
been gone such a long time and I feel the same
my heart is beating in a different way
been gone such a long timeWill you miss me?
When there’s nothing to see?
Tell me, how did this come to be?
And now there’s no hope for you and me

(da Missing, The XX)

Con questi versi cantati su una base da cardiopalmo si apre L’Attesa, prima prova nel lungometraggio per il siciliano Piero Messina che dirige un’intensa Juliette Binoche e la giovanissima Lou de Laâge. Un film “terrific” direbbero gli inglesi, perché nella radice di terrore e sgomento propria all’aggettivo, si aprono e si snodano la delicatezza, la drammaticità, la lentezza e la passione che l’elaborazione di un abbandono e di un’assenza sono capaci di scatenare nell’intimo, ancestrale e irrazionale femminile.

Ponendo allo specchio due donne:…

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