Aldo Busi – “Vacche amiche”

Carteggi Letterari - critica e dintorni

di Marco Malvestio

Di cosa parliamo quando parliamo di un libro di Aldo Busi? È un romanzo, un’autobiografia, un pamphlet, un manuale? Tutti noi lettori di Busi abbiamo ben presente il momento in cui, dopo tanto consigliarne, raccomandarne, prescriverne la lettura, ci siamo sentiti chiedere di cosa parlino i suoi libri – il Seminario, per esempio, o la Vita standard. Già, di cosa parlano? E di cosa parla Vacche amiche? Come al solito, di niente – e di tutto.

A volere ritrovare uno scampolo di trama, il libro racconta le storie di tre (ex) amiche di Busi (tre donne a priori, terribili, di quelle che popolano ogni suo romanzo da Genevieve nel Seminario alla Fata della candeggina ne L’especialista, passando per l’indimenticabile Jasmine Belart e per l’onnipresente madre) e l’impossibilità, per Busi, di mantenere relazioni di amicizia. È un’autobiografia, come suggerisce il sottotitolo? Naturalmente no; e…

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