Vecchie aperture: tre prose liriche

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Ante notturne

 

 

Da anni ormai non riesco a non odiare quelle ante veneziane, che non sanno cedere agli immillati toni della soffusione: troppa luce o troppa ombra le trapassa, un manicheismo oltremodo viscerale per lasciarsi apprezzare. Ma la notte, solo nella notte, quando quel velluto oltremare drappeggia e copre l’indefinita macchia ignota, il filtro si annulla e apre lo spasimo a recessi più profondi, a sogni mai sperati nel trambusto abissale d’un sole appannato in eccesso, per le mie abitudini. Ora è la vergine brufolosa a dominare (luna la chiamano in tanti), a dettare i tempi degli innamoramenti, dei supplizî: parassita sospesa d’altre fiaccole, si staglia – sentinella d’eterno – cacciatrice solitaria d’ogni respiro oscuro.

Sporgersi adesso non serve, non serve origliare le idiozie dei passanti, gli screzi delle biciclette, il silenzio avvolge più stretto, la sua tempra dura e lasciva feconda l’anima, la ripara dai disastri del…

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