Carteggio X: ARTHMÒS come elogio dell’incompiuto.

Carteggi Letterari - critica e dintorni

Arte etimo

Miei cari,
pensandovi, pensando all’incontro e a quella bellissima canzone di De Moraes con Endrigo, che mi insegnò il mio caro Francesco e di cui osavo stonacchiare qualche nota di ritorno da Capo D’Orlando in compagnia di Gianluca e Maria Grazia, riflettevo sul fatto che la vita come la poesia altro non sono che “l’arte dell’incontro”. Arte perché non semplice consegna del destino al caso, bensì ARTHMÒS quale necessario impegno e dispendio di energie e volontà perché il caso si faccia destino o, quantomeno, comune percorso fattivo, creativo, condiviso. Ed in questo arthmòs creativo e costruttivo l’incontro non fa che generarsi e rigenerarsi nell’altro, perpetuandosi, rinnovandosi all’infinito. Per questo, amici, vi scrivo qui di quello che chiamo il mio “elogio dell’incompiuto”, o per meglio dire in poche e semplici parole il significato stesso del mio, del nostro vivere. Niente più della vita conosce ogni irrisolto e plausibile risvolto della sua stessa esistenza. L’unica…

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