Inediti: Saragei Antonini

Carteggi Letterari - critica e dintorni

“io non so come si prega”, ed entra un’aria, un’aria gremita di sostanziale fiducia in ciò che “sarà” – ogni lettura di e da questa poesia ha un effetto finestra, fune che passa e regge, sostiene chi passa, perché c’è un’attenzione concentrica, un nominarsi tra i fogli come passi da calendari, fatti di giorni fitti e passi per ogni circostanza del trattenere, vivendo, ogni bilico d’emozione. Questi inediti di Saragei Antonini ne dicono il raccoglimento, quel lucido dell’occhio che viene ascoltando un disco nota per nota, scoperta dopo scoperta. Sorpresi dell’emozione “spessa” che passa tra la superficie dell’aria, a pelle, e le profondità del battito che vi si mimetizza, “creature quali nuovamente si diventa”, se possibile:

c’è una lama sulla mia nuca –
aria fredda
che mi tocca
sulla soglia
tra due stanze –

sempre in attesa, trepidanti, come le parole ci “dicono” di stare, attenti e ospiti, che significa…

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