sabato di mezz’agosto

Dunque di sabato pomeriggio, in un caldo ventilato dal temporale notturno, non resta che godersi il silenzio, le veneziane che sbattono spazzando l’ordine della luce nella stanza, un pallone calciato in giardino, il frinire delle cicale in amore. E’ bello constatare che il sabato non significhi più eccitazione o attesa e che non mi appartenga più l’età dell’ansia per le cose da sognare, ma solo il piacere di partecipare a un quadro d’esistenza che mi comprende in un sistema di gesti, fatti, affetti e cose di cui non è importante determinarne il possesso, ma apprenderne giorno per giorno l’indipendenza. E’ uno stato di consapevolezza assorta che mi dice tutto di un tutto che non si chiede null’altro da sé e dal suo moto regolare fatto di suoni che non necessitano erudizione, bravura, ritmo prestabilito. Un ordine nel caos o, più esattamente, un caos fatto di tanti piccoli ordini naturali, bioritmi che intersecano il loro corso nella sinfonia del cosmo.

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